Il caso mense: adesso arrivano i rilevatori digitali delle impronte
Scritto da: Carmelo Lipari
13 Mar, 2010 alle 14:32 | Si getta altra benzina sul fuoco nella vicenda Ersu. Il direttore dell’ente Rapisarda ha annunciato l’installazione di meccanismi per rilevare le impronte digitali in sostituzione dell’attuale tesserino-mensa. L’idea, che probabilmente diventerà realtà, nasce per combattere il fenomeno diffuso tra gli studenti delle frodi attraverso l’utilizzo di tesserini da chi non ne ha il diritto, beneficiando, così, del pasto gratuito o del prezzo vantaggioso.

Immediata la reazione del popolo studentesco, che, attraverso Facebook, ha annunciato una denuncia al Garante delle privacy.
Tuttavia, Rapisarda sostiene che non ci sarà alcuna violazione dei dati personali degli studenti, tirando in ballo alcuni esempi di altri atenei, tra i quali Palermo, per provare la legalità del sistema.

La vicenda Ersu, vista nella sua complessità, rimane ancora irrisolta. Ormai quasi a metà anno accademico, i problemi principali rimangono aperti. Delle tre attuali mense (Cittadella, Hotel Costa, Oberdan), soltanto la prima è funzionante. Peraltro ad essa si lega l’ulteriore problema di trovarsi in una zona cittadina accessibile soltanto da pochi aventi diritto. Mentre il servizio dei pasti a domicilio per gli studenti residenti all’Hotel Costa e all’Oberdan è stato valutato da molti inefficiente.

Così, mentre si progetta contro l’Ersu la prima class action di studenti in Italia (vedi http://www.viviateneo.com/fullnote.php?id=425 e http://www.viviateneo.com/fullnote.php?id=441 ), si riflette sul fatto che, forse sarebbe meglio destinare le risorse finanziarie per il funzionamento ordinario delle mense, anziché per gli impianti di rilevazione delle impronte digitali.
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