Class action vs. Ersu. Il Sen. accademico Fichera: “L´Ente starebbe accogliendo le nostre richieste, ma continueremo a vigilare”.
12 Mar, 2010 alle 14:35 | Come già segnalato qualche giorno fa, l´associazione studentesca Ares, ha proposto di percorrere una strada senz´altro originale per tutelare gli studenti rispetto alla scandalosa situazione delle mense presso il nostro Ateneo. Ci riferiamo alla proposta di avviare una “class action” contro l´Ersu. L´Ente, secondo gli ultimi risvolti, starebbe reagendo accogliendo le richieste dell´associazione. Queste riguardano il rimborso della quota di borsa di studio, pari a 1200 euro per i fuori sede e di 600 euro per pendolari e studenti in sede. Somma che, secondo l´associazione, sarebbe trattenuta indebitamente dall´ERSU e che rientra nella borsa di studio aggiudicata ai vincitori capaci e meritevoli (circa 4667 euro per f. s.; 2700 per i pendolari; 1800 per coloro che sono in sede).
Abbiamo chiesto ad Andrea Fichera (senatore accademico, ass. Ares) di parlarci di questa iniziativa, approfondendone le ragioni e prospettandone le evoluzioni.
"Ciao Andrea, innanzitutto ti ringraziamo per la disponibilità. Vorremmo intanto conoscere dalle tue parole la situazione di disagio relativa ad alcuni servizi del nostro Ateneo."
"Salve a tutti i colleghi, non credo occorrano ulteriori sincerazioni per comprendere l’attuale situazione di totale collasso. Riduzione di posti letto e case dello studente pericolanti, sussidi straordinari approvati ma non erogati dall’anno scorso, Consiglio d’Amministrazione “ibernato” per la mancata nomina del Presidente, un’intera attività amministrativa paralizzata su ogni fronte. Questo è solo parte dell’attuale drammatica situazione. L’unico a farne le spese è il Diritto allo Studio: una chimera per l’Ateneo di Catania e i suoi settantamila studenti!"
"La vostra proposta di “class action” è un inedito nel nostro contesto universitario. Perchè avete scelto proprio questa forma di reazione?"
"Abbiamo scelto questa prorompente strada per rendere solida e fattibile l’iniziativa al fianco degli studenti che ci hanno chiamati ad essere i loro rappresentanti. Settimane di collaborazione con FederContribuenti hanno permesso di individuare le inadempienze dell’Ente e procedere alla prima class action avendo la possibilità di avanzarla dall´1 Aprile. L’azione legale collettiva permetterà ad ogni studente che ne farà richiesta un’opportunità per la recriminazione delle spettanze sino ad oggi non prospettatagli con nessuna altra simile iniziativa. Il Presidente Finocchiaro ha intenzione di “patteggiare” con l’amministrazione e solo in secondo luogo procedere senza restrizione alcuna con l’azione di classe."
"Come ha reagito l´Ersu alla vostra proposta di mobilitazione?"
"Giovedì 11 Marzo sono stato ospite di Radio Zammù per presentare ai colleghi ascoltatori la nostra iniziativa. Ho avuto modo di spiegare in che modo stavamo reagendo nei minimi particolari. È seguita un’intervista telefonica con il Presidente di Federcontribuenti che ha ribadito le sue intenzioni di voler tirare diritto alla risoluzione del problema. La risposta del Direttore Rapisarda non si è fatta attendere: ha annunciato che procederà con il rimborso per tutti i titolari di borsa di studio e gli idonei (non specificando, al momento, l´entità somma): un inequivocabile successo per la nostra iniziativa qualora venisse realmente realizzato. Staremo in guardia tramite il rapppresentante di Ares in seno al CdA dell´ERSU, Alessandro Commendatore, per procedere nel peggiore dei casi con la class action con FederContribuenti ."
"Come hanno risposto gli studenti al vostro appello?"
"Sono lontane le manifestazioni reazionarie dei nostri padri. Lo studente di oggi è scettico, individualista e nutre un forte senso di sfiducia nei confronti delle Istituzioni. Nel “creditificio” realizzato con la peggiore delle interpretazioni del decreto, la corsa è solo sull’accorciare quanto è più il ciclo di studi. Lo spirito che ci contraddistingue ci spinge a essere convinti che il nostro futuro passi da qui e che si debba affrontare con grinta e determinazione qualsiasi percorso che vada senza dubbio denunciato o migliorato. Non possiamo permetterci di essere omertosi davanti un sistema che anziché vederci protagonisti ci relega al ruolo di passivi spettatori. Dall’altro lato, confortante è stata l’adesione di migliaia e migliaia di studenti ai nostri banchetti per la raccolta firme in tutto l’Ateneo e la massiccia partecipazione alla presentazione del nostro progetto alla conferenza stampa di giorno 3 Marzo."