24 Gen, 2010 alle 17:42 | Non si placa il “ciclone” Avatar. Dopo aver superato Il Cavaliere Oscuro come secondo maggiore incasso di tutti i tempi, adesso è secondo solo a “Titanic”. Ovvio che si tratti di un fenomeno, prima che cinematografico e artistico, industriale (gli incassi del film raggiungeranno presto il PIL di un piccolo stato europeo). Cos´è dunque Avatar? Lo stato dell´arte della tecnologia applicata all´intrattenimento. Non è avanguardia e di certo non è il futuro: è il presente. In pratica l´unica realistica visione del presente cui possiamo accedere. Una colossale operazione di ingegneria e il bacino dell´immaginario in cui andiamo a versare oceani di denari - dapprima nella produzione, quindi nella fruizione -, originando flussi di moneta macroscopici.
Ma ecco in breve la storia. Sul lontano pianeta di Pandora, gli esseri umani hanno creato un avamposto con scopi scientifici e militari. Vogliono stabilire un contatto con gli indigeni che vivono nelle foreste - i Na ´vi - per convincerli a spostare i propri insediamenti. Sotto il suolo occupato dal loro albero sacro esiste infatti un gigantesco giacimento di una risorsa mineraria rarissima e altrettanto preziosa. Fallito ogni tentativo di dialogo, l´ultima risorsa sono gli Avatar: corpi artificiali, governati a distanza, che riproducono l´aspetto Na´vi. Un marine paralizzato dalla cintola in giù, condurrà uno di questi corpi all´interno della tribù aliena per impararne usi e costumi, e tentare di imbastire una nuova trattativa. Ma la macchina militare sta per mettersi in moto e il tempo della diplomazia è agli sgoccioli...
Il risultato più grande di James Cameron in questo film è senza dubbio la rappresentazione del lontano pianeta di Pandora, dove è ambientato il film. Costruito ex novo dal regista sulla base dell’immaginazione fervente e visionaria, ovviamente con l’ausilio di una tecnologia che permette di andare finalmente oltre ogni limite, il pianeta abitato da affascinanti ed eroici giganti blu è disegnato e raccontato con un entusiasmo quasi fanciullesco, una ricchezza di dettagli floreali e fauneschi, oltre che culturali e religiosi, che sfiorano il più magnifico delirio di onnipotenza, e una smania incontrollabile nel mostrare tutta la sua incantevole bellezza. Da gustare rigorosamente con gli occhialini 3D.