3 Lug, 2009 alle 16:16 | Cortese, ben educato, disponibile, insomma l’uomo della porta accanto. Non si tratta della descrizione del personaggio di un nuovo cinecocomero estivo, ma di una delle personalità di spicco del giornalismo siciliano:
Andrea Lodato.
Puntuale come un orologio svizzero, il dott. Andrea Lodato, ci ha immediatamente fatti accomodare nel suo ufficio (fortunatamente provvisto di climatizzatore) presso la redazione della testata locale
(“La Sicilia”) e ci ha parlato, con toni ironici ma al contempo realisti, della sua professione, del suo personale modo di vivere la città, dei giovani, della politica e di molto altro ancora.
Per comodità del lettore evidenzierò con G il mio profilo di giornalista e intervistatore e con A.L. le iniziali del dott. Andrea Lodato.
1)G: Dunque, dott. Lodato, dove e quando è iniziata la sua carriera di giornalista?
A.L : E’ iniziata proprio in questo giornale (“La Sicilia”). Il primo articolo lo scrissi il 14 febbraio 1978 e riguardava il ’68 e il disimpegno giovanile. Nel 1979 iniziai la collaborazione effettiva con il giornale, per poi intraprendere il mio periodo di gavetta passando ad Antenna Sicilia e successivamente al lavoro da inviato.
2) G: Che rapporto ha con Catania e con la quotidianità della città?
A.L : Lo definirei un rapporto viscerale. Credo di non essere mero osservatore dei fatti, ma di viverli in prima persona. Per cinque anni ho abitato nel quartiere “Civita”, un luogo davvero invivibile, ma che ho constatato di persona, e non attraverso opinioni altrui, quanto fosse difficile vivere li.
Un altro motivo che mi consente di avere un rapporto con la gente è il calcio, in particolar modo il rapporto con il Catania calcio. Reputo sia una scorciatoia importante che mi consente di dialogare con la gente, anche perché non frequento locali alla moda.
3) G: Da cittadino e da giornalista cosa ne ha pensato della famosa puntata di “Report” sul caso Catania?
A.L: Mi ha toccato profondamente. Conoscevo i suoi contenuti, anche perché sapevamo tutti di questo problema a Catania, poiché in anni precedenti se ne è parlato poco e male. Il problema della nostra città è l’assuefazione a tutto ciò che ci circonda e la convivenza con numerose problematiche. Durante quella trasmissione si è demonizzato in maniera eccessiva la figura del nostro gruppo editoriale, rendendo un immagine del nostro editore che non è quella reale.
4) G: Ho appreso dalla sua biografia che è stato in passato portavoce del sen. Enzo Bianco quando fu sindaco di Catania e successivamente ministro degli interni (governo D’Alema). Come ha giudicato questa esperienza?
A.L: Straordinaria. Sono stato scelto per quella mansione non perché conoscessi Bianco, ma per le doti espresse durante il mio lavoro, difatti rappresentavo un portavoce tecnico e non politico. Reputo questa esperienza così formativa che qualunque cosa ho fatto e farò ancora la svolgerò con molta più semplicità.
5)G: Che rapporto ha con le nuove generazioni?
A.L: Ho due figlie, di 20 e 18 anni. Conosco le nuove generazioni anche se spesso sembra che noi adulti non siamo in grado di capirle, ma possiedo uno spirito ribelle che si avvicina molto ai giovani anche se contesto molto i nuovi mezzi telematici quali facebook, msn, sms e così via, poiché tendono a penalizzare la vita dei ragazzi.
6) G: Cosa pensa del sistema universitario italiano. Serve davvero a formare studenti preparati?
A. L: Non lo conosco bene, ma credo funzioni in parte. Il governo, anche su questo profilo, considera l’Italia a due velocità ove si prediligono i territori dove vi sono i giovani migliori e che hanno maggiori possibilità future. Non sono fautore dell’ “Università-azienda” e dello “studente impiegato”, anche se ormai la realtà osservabile è questa. Prediligo il funzionamento universitario alla “Catalana” , ma il problema della nostra Università sono i minuscoli stanziamenti per la ricerca, e questo è un problema che dovrebbe far riflettere su un eventuale cambiamento dei vertici di governo.
7)G: Lei si occupa spesso di politica. Lo fa esclusivamente per motivi redazionali o anche perché le piace?
A.L : Detesto la politica, nonostante sappia che chi si occupa di informazione fa politica, ma non quella legata ai partiti, e quindi più me ne occupo e più me ne allontano. Il problema dei politici è che si interessano esclusivamente alla politica solo come mero esercizio del potere e non si occupano del bene della gente, pertanto ne rimangono per sempre vincolati.
8) G: Cosa ne pensa dell’attuale stato della politica regionale siciliana?
A.L: Credo sia stato un terremoto politico deciso dall’alto. Quattro anni fa mi appassionai alla sfida autonomista di Lombardo, adesso questo sogno è sfumato a causa di oligarchie di palazzo che a Roma gravitano attorno a Berlusconi. I fondi Fas non sono stati utilizzati per le opere necessarie e neanche il neonato governo regionale riuscirà ad ottenere i risultati sperati.
9) G: Da circa 2 anni e mezzo ha aperto un blog,Alod.it. Qual è il suo rapporto con il mondo del web?
A.L: E’ un rapporto poco sano. Il primo blog lo aprì tre anni e mezzo fa, era chiamato “A volte”, anche perché non volevo spendere troppo tempo in continui aggiornamenti. Adesso, penso costantemente ad aggiornare il mio nuovo blog
(Alod.it) ed è come se fosse diventato un nuovo lavoro che amo e mi consente di confrontarmi con la gente. Di ciò ringrazio anche Enrico Escher il quale mi ha insegnato ad amare l’informatica e il mondo del web.
10) G: Cosa vede Andrea Lodato nel futuro della nostra città?
A.L: Credo che peggio di così non si possa andare. Ultimamente abbiamo toccato il fondo a causa dell’abbandono perpetrato dalla politica nei confronti della nostra città. Questo abbandono è coinciso con il rifiorire dell’illegalità e della mancanza di rispetto delle regole, dalla quale il catanese sembra proprio non possa farne a meno. La città dovrebbe ribellarsi, ma osservo un clima di acquiescenza che non promette nulla di buono.
La ricetta sarebbe recuperare i valori della città e rieducare molte persone incivili.
Visualizza l´ultima parte dell´intervista ad Andrea Lodato nella sezione Video.